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In My Mind

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Disturbo post-traumatico da stress o anche nevrosi da guerra. Questa serie racconta una vita comune, vissuta da una persona qualunque tra amici, amori e lavoro. Sfortunatamente, come nel film American Psycho, il soggetto è ossessionato dall’impulso di compiere azioni violente su persone che ama e che non meritano tanta violenza, e pur di continuare a vivere la sua vita, sorride, finge che nulla stia accadendo. Come una voce nata dentro la sua testa, una deformazione professionale, un movimento, un pensiero meccanico e involontario vede ed evidenzia quello che in una vita normale non dovrebbe essere visto, pensato o fatto! Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti o a luoghi menzionati è puramente casuale.

Madre e Figlia
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Madre e Figlia
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Un’altra nottata a parlare, un’altra nottata a nascondersi e un’altra mattinata a scrivere su questo diario per deviare le mie mani. A volte mi rifugio a casa di amici, pur di non sentire le voci. Meno dormo e meno i ricordi mi vengono a cercare. E questa volta la mia vecchia amica Imma mi ha lasciato entrare. C’è sempre un letto pronto per il vecchio Red. Mi sveglia mentre prepara il caffè ma nella mia testa entra un suono, acuto come uno spillo nelle tempie. È quella bambina che non smette mai di piangere, quella bambina che mi ricorda grida già sentite, già placate, ma che a volte mi perseguitano… SPACCALE IN TESTA IL BECCO DELLA CAFFETTIERA, PRIMA LA MADRE E POI LA FIGLIA! Scrivi scrivi SCRIVI! A volte mi entrano in testa e me lo urlano, a volte chiudo gli occhi e mi sembra di essere in un campo di battaglia. Devo prendermi il caffé, ringraziarla per essere come una sorella e andare via finché tutto resta solo una voce. Ma mi raccomando, coglione, sorridi! Come se ti fossi svegliato semplicemente con un mal di testa.

Il Reporter
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Il Reporter

Ti porto sempre dietro, tu diario, sei la mia salvezza. Solo tu e questo bancone potete vedere i miei occhi in questo momento e non alzerò la testa fin quando non finirà di tremare questa fottuta penna! Mi sento con Carlo, un mio amico fotografo che mi dà un appuntamento per parlare di quel suo progetto con le foto del mio passato… Mentre mi mostra quali fotografie vorrebbe riutilizzare le sento di nuovo. Sono loro, entrano nella mia testa, a volte tonanti come un ordine!
È NELL’ANGOLO, NON HA VIE DI FUGA. STORDISCILO COL BICCHIERE E SPACCAGLI LA CAROTIDE COL GOMITO!!!
Gli ho detto che dovevo scrive delle cose in agenda. Infatti lo faccio, per distrarre i miei occhi, per distrarre i miei pensieri, per distrarre le mie mani! Ma intanto, loro, le voci, ridono!

La Ragazza nel Parco
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La Ragazza nel Parco

“Amore, vado un momento al bagno del bar!”
Palle su palle. Ormai mi sono ridotto ad un sorriso stampato per restare solo con le tue pagine. Mi vedo al parco con Federica. Io la amo ma a volte ho paura. Lei dovrà conoscere anche quello che c’è nella mia testa e nel mio passato. La mia preoccupazione maggiore è se non si facessero solo sentire. Non voglio che accada questo. Dovrò liberami presto o tardi di lei, ma è sempre li che mi guarda con quegli occhi che aspettano qualcosa di più da me. E loro ne approfittano, cercano quel momento che mi dia fastidio, qualcosa che mi salti all’occhio, qualcosa che faccia partire quel movimento meccanico che mi è stato installato nella mente….
QUESTA E’ LA DISTANZA PERFETTA, CALCIO IN PETTO E SPACCAGLI IL CRANIO SUL BORDO DELL’AIUOLA!
Stanno iniziando a farsi sentire sempre più spesso… ho paura…. la amo, devo liberarmene!

Il Cuoco
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Il Cuoco

Ti tengo sulle mensole fingendo che tu sia un ricettario, ma a volte non so se salvi più loro o me. Mi trovo a lavoro, se uno schifo di cucina come questa può essere definita lavoro. Sempre meglio che crearmi altri traumi nella testa, come se non mi bastasse chiudere gli occhi per trasformare una finestra in un appoggio per sparare. Quell’idiota di Eugenio, sta ancora li a parlare e a criticare, punzecchia e giudica, dice che non so cucinare… E loro lo sanno che i miei occhi non sono cambiati negli anni. Cerco gli stessi punti,trovo sempre le stesse soluzioni. La mano prima si stava muovendo da sola, non rapida come una volta, ma si stava muovendo… Iniziano a prendere il sopravvento su di me!
LA DIFESA E’ ALZATA,SPACCAGLI IL CUORE COL COLTELLO!

La ragazza nel Bar
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La Ragazza Nel Bar

Non posso stare da solo. Le voci mi divorano ancora di più quando sono solo. Ho chiesto a Silvia di farmi compagnia per un caffè, ma lei lo fa, parlo e si gira. Si distrae con troppa facilità, mi sento solo, sono solo, sono incazzato. Le sto sentendo, sono qui, io non la odio, non voglio farle del male ma non posso alzare gli occhi che me lo urlano nella testa! BUCALE LA CAROTIDE CON LA CHIAVE!!! Mi hanno fatto vedere questo mondo come se fossi l’unico essere umano e tutti gli altri dei pezzi di carne che camminano, mi hanno impiantato un megafono nella testa e ora scrivo su questo foglio del cazzo perché non mi hanno impiantato anche delle manette!